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my canadian working-holiday experience

#Iononhopaura #Imnotafraid

L’Italia vista con gli occhi di un canadese e vice versa!

Hey guys!!! come state?? La vita e’ proprio strana..alcuni considerano Facebook un passatempo inutile o addirittura deleterio, io, personalmente, cerco di utilizzarlo al meglio e grazie ad esso ho incontrato nel mio viaggio in Canada tantissime persone, se non di piu’ ancora al mio ritorno in Italia, come Jasmine Crystal Mah catturata dal titolo della mia pagina perche’ appunto Canadese ma, al contrario di me, stabilita in Italia,a Bergamo! Praticamente la nostra esperienza e’ esattamente opposta, lei, canadese in Italia, io, passata e futura italiana in Canada! Siamo state ore a parlare dei reciproci pregi e difetti dei nostri amati/odiati Paesi ed e’ cosi’ che abbiamo deciso di scrivere questo post a 4 mani, per farvi capire qualche differenza tra Canada/Italia e perche’ no, darvi qualche consiglio!

206134_939730636315_49646203_nSe volete saperne di piu’ sulla sua storia visitate la sua pagina al link http://www.questadolcevita.com/about.html

Traduzione in inglese al fondo! / English translation at the end!

Enjoy!

1. Cose preferite del Canada/Italia

Jasmine: Una delle cose preferite dell’Italia per me e’ la numerosita’ di bellezze e storia che puoi trovare ovunque, anche quando non la stai cercando. A volte giro semplicemente un angolo e mi capita di vedere un castello medievale o una villa ricoperta di glicine e di colpo i miei viaggi in macchina del mattino sembrano come usciti da una cartolina.

Laura: Amo i bellissimi paesaggi che il Canada ha da offrire, puoi trovare, guardando nella stessa direzione, l’oceano e le montagne, con persino la neve! E’ semplicemente mozzafiato guardare il tramonto sulla spiaggia e anche i grattacieli e la vista dallo Space Needle a Vancouver e’ spettacolare. Amo anche il fatto che i canadesi sembrano sempre felici e rilassati, non importa cosa succeda, trovano sempre il tempo di preoccuparsi di come sta andando la tua giornata o anche solo aprire la porta per te al supermercato. Li amo e basta.

2. Un giorno ideale in Canada/Italia(o quale sarebbe il modo migliore di spendere una tua giornata libera).

Jasmine: Il mio giorno ideale in Italia e’ probabilmente svegliarmi sulla costiera amalfitana con un cappuccino cremoso e una calda brioche con un panorama che da’ sul mare, andare in spiaggia e nuotare e abbronzarmi tutto il giorno, farmi una doccia fredda e uscire a mangiare spaghetti allo scoglio con una fredda bottiglia di pinot grigio. E per concludere in bellezza, avere un gelato mentre immergo i piedi nelle onde che si infrangono sulla spiaggia

Laura: Ho vissuto a Vancouver Island, Nanaimo, per un anno, ogni volta che avevo un giorno libero amavo esplorare la mettermi in macchina e andare, guardando le aquile volere nel cielo e andare in spiaggia, sentire il rumore dell’oceano con le montagne e le altre piccole isole sullo sfondo e il bosco dietro di me. Semplicemente adoro le foreste qui, puoi trovare alberi vecchi 600 anni.

3. Cibo preferito da mangiare in Canada contro Il tuo cibo preferito in Italia.

Jasmine: Amo tutti i tipi di cibo italiani. Non ho mai assaggiato un piatto che non mi sia piaciuto qui. Sono abbastanza obbiettivo sul cibo di mare pero’, quindi mi piace essere lungo le coste italiane e avere pesce, vongole, cozze, polipo ecc. Quando sono in Canada, amo mangiare cibo etnico e il salmon sashimi a Vancouver e’ il migliore del mondo in assoluto!

Laura: Poutine, AMO il Poutine, anche se la gente dice che se non lo mangi in Quebec non e’ quello vero. Amo anche il salmone in Canada, il miglior salmone che abbia mai mangiato. In Italia, amo la pizza, non c’e’ pizza al mondo come quella italiana, e ovviamente pasta fatta in casa, spaghetti alla chitarra con pomodoro fresco, carbonara, ogni tipo di pasta. Si, sono italiana.

4. Il piu’ grande difetto del Canada/Italia

Jasmine: La burocrazia. E’ veramente, veramente assurdo quanta burocrazia esista in questo Paese. Mi ricordo solo la prima volta che sono andata a prendere il codice fiscale, E’ finita che ci ho messo tre giorni invece di uno perche’ ogni volta che andavo, richiedevano un documento diverso o delle fotocopie (e ovviamente le fotocopie devono essere fatte da qualche altra parte perche’ sarebbe completamente illogico per l’Agenzia delle Entrate avere una fotocopiatrice quando quasi tutte le pratiche richiedono fotocopie…!)

Laura: Il Canada e’ meglio dell’Italia sotto molti punti di vista, ma questa cosa che tutto chiude alle 2 di notte al massimo, mi spezza il cuore! Noi iniziamo a far festa alle 2 di notte! Non capisco anche come i ristoranti possano chiudere le cucine alle 9 di sera, sarebbe l’ora del pienone in Italia, ma ovviamente i canadesi dormono molte piu’ ore degli italiani la notte e questo probabilmente spiega perche’ loro siano cosi’ rilassati e noi sempre cosi’ nervosi.

5. Cosa ti manca di piu’ di “casa”.

Jasmine: Mi manca l’assurda amichevolezza e multiculturalismo canadesi. Non e’ che tutti gli italiani siano poco amichevoli, ma il settore dei servizi non e’ formato allo stesso modo che in Canada e ho incontrato veramente pochi cassieri che mi hanno sorriso e chiesto come stesse andando la mia giornata. Il multiculturalismo e’ qualcosa che definisce il Canada, un paese costruito da differenti culture e dall’immigrazione. So che maggior parte dei Canadesi conosce bene e apprezza la varieta’ di culture perche’ noi cresciamo cosi’ mentre in Europa in generale si e’ solo al punto di imparare ad accettare le differenze.

Laura: ovviamente, il cibo, e’ abbastanza difficile trovare vero cibo italiano o ingredienti italiani in Canda ed e’ stat dura all’inizio. Amo pero’ che si possano trovare ristoranti di quasi ogni Paese al mondo.

6. Cosa cambieresti dell’Italia/Canada se potessi?

Jasmine: Non la cambierei ma mi piacerebbe tanto andare avanti di una generazione e vedere come sara’ diventato il Paese quando i figli e nipoti degli immigranti in Italia saranno arrivati al punto di essere grandi ed essere cresciuti da italiani. Mi piacerebbe vedere l’Italia abbracciare la diversita’ come fa il Canada, ma so che richiedera’ del tempo.

Laura: La locazione geografica, vi immaginate se Vancouver avesse il clima di Los Angeles?

7. Descrivi i Canadesi/Italiani in una parola.

Jasmine: Appassionati.

Laura: Gentili.

8. Un consiglio agli Italiani che vogliono trasferirsi/andare in Canada e vice versa.

Jasmine: Se sei Canadese e vuoi trasferirti in Italia, il mio piu’ grande consiglio e imparare la lingua prima di trasferirti, o almeno, le basi di grammatica. Dire che rendera’ la tua vita e la tua esperienza di gran lunga piu’ facile e’ un eufemismo.

Laura: Fallo! Miglior tenore di vita, piu’ lavoro, un sacco di natura. Devi imparare a relazionarti con l’enorme distanza da casa e il fuso orario ma apparte quello, e’ un mondo migliore, anche solo come essere umano, sei molto piu’ rispettato in Canada e se lavori duro, sarai ripagato un giorno, in tutto quello che fai. A loro non importa neanche se non sai bene l’inglese, rispettano tutti comunque, ma e’ meglio se impari le basi della lingua prima, per il tuo bene.

9. Slang che hai imparato nel tuo Paese adottivo.

Jasmine:

Boh!

Che palle!

Che schifo!

Dai!

Magari…

Basta!

Non so neanche se e’ considerato slang pero’!

Laura:

Hey buddy what’s up? (Ehy amico com’e?)

Being the third wheel. (fare la candela)

I’m out of here. (devo andare)

Chick. (bella ragazza)

I dunno (non so)

10. Qualcosa che non avevi idea esistesse prima di vivere Canada/Italia.

Jasmine: Ci sono molte cose non sapevo esistessero prima di vivere in Italia:

– Un intera sezione di saponi intimi nei supermercati

– Macchinette dei preservativi

– caraffe da 5 litri di vino

– negozi estremamente specializzati

Laura:

– poutine, mai sentito nominare prima!

– cerbiatti che camminano nelle strade e attraversano quasi come persone normali.

11. Come reagirebbe un canadese arrabbiato contro come reagirebbe un italiano arrabbiato.

Un italiano arrabbiato non si trattiene per niente ne’ in emozioni ne’ in gesti. Mettono veramente un enorme impegno a far capire il loro punto di vista attraverso la rabbia che va oltre le parole, vedi l’aspetto fisico della rabbia e anche il linguaggio del corpo. Non ci sarebbe nessun girarci attorno, un italiano arrabbiato dice esattamente quello che pensa mentre un canadese prova ad essere il piu’ gentile possibile e magari finisce anche per scusarsi alla fine.

Laura:

Canada: “mi spiace ma non sono d’accordo con quello che stai dicendo”

Italia: “Che?! mi prendi per il culo?! pezzo di m**** ti ammazzo! “

Che ne pensate? sono stata troppo dura con il nostro Paese? Jasmine  lo ha colto alla perfezione, forse anche meglio di alcuni di noi, a mio parere!

Ecco altre foto di Jasmine in Italia e a Vancouver con il suo amato italiano🙂

English translation

1. Favorite thing about Canada/Italy.

Jasmine: My favorite thing about Italy is the amount of beauty and history that you can find everywhere, even when you’re not looking for it. Somedays I just turn a corner and happen to see a medieval castle or an old villa covered in wisteria and suddenly my morning drive looks like something from a postcard.

Laura: I love how Canada offers you such beautiful landscapes, you can find, from the same point of view, the ocean and the mountains with even snow on them! It’s just breathtaking to watch the sunset on the beach, and then the skyscrapers and the view from the space needle in Vancouver, it’s just amazing, I also love how Canadians look always happy and relaxed, no matter what, they always get the time to worry about how your day is going and listen to you, or even just open the door at the mall for you. I just love them.

2. An ideal day in Canada/Italy (or like how you would most prefer to spend a free day).

Jasmine: My ideal day in Italy is probably waking up on the Amalfi Coast and having a creamy cappuccino with a warm brioche overlooking the sea, going to the beach and swimming and tanning all day, having a cold shower and heading out for spaghetti allo scoglio with a cold bottle of pinot grigio. And to top it all off, having a gelato while squishing my toes in the waves breaking on the shoreline.

Laura: I lived in Vancouver Island, Nanaimo for a year, every time I had a free day I loved to explore the nature, get in the car and just go, watching the eagles fly above me and go to the beach, listen to the ocean, with the mountains and the other little islands on the back and the wood behind me. I just love the woods here, you can find trees 600 years old.

3. Favorite food to eat in Canada vs. your favorite food to eat in Italy.

Jasmine: I love all Italian food. I haven’t met a dish that I haven’t liked here. I am particularly impartial to seafood though, so I love being along the Italian coasts and having fresh fish, mussels, clams, octopus etc. When I’m in Canada, I love eating ethnic foods and the salmon sashimi in Vancouver is the absolute best in the world!

Laura: Poutine, I LOVE Poutine, even though people say if you don’t eat it in Quebec it is not real Poutine. I also love the salmon in Canada, the best salmon I’ve ever eaten. In Italy, I love pizza, there is no pizza in the world like the Italian one, and of course, homemade pasta, spaghetti alla chitarra with homemade tomato sauce, carbonare, any kind of pasta. Yes, I am italian.

4. Biggest pet peeve about Canada/Italy.

Jasmine: The bureaucracy. It is really, truly insane how much red tape and bureaucracy exists in this country. I just remember the first time I went to get a codice fiscale ended up becoming three days instead of one because each time I showed up, they would request a different document or photocopies (and of course photocopies have to be done elsewhere because it would be completely illogical for the Agenzia delle Entrata to have one when almost every application requires photocopies…!).

Laura: Canada it’s better than Italy in many prespectives, but this thing that everything closes at 2 am max, that’s heartbreaking!! We start to party at 2 am! I also don’t understand how can Canadian restaurants close their kitchen at 9 pm, that would be the busiest hour in Italy, it has been hard to get used to canadian hours, but of course Canadians sleep much more hours than Italians at night and that’s probably why they are so relaxed and we are always so nervous.

5. What you miss most from “home”.

Jasmine: I miss Canada’s insane friendliness and multiculturalism. It’s not that Italians are not friendly, but the service industry is not shaped the same way as in Canada and I’ve encountered very few cashiers who have smiled at me and asked me about my day. The multiculturalism is something that defines Canada, a country built on different cultures and immigration. Most Canadians I know are very knowledgeable and appreciative of a variety of cultures because that is how we grew up whereas Europe in general is only at the point of learning to tolerate differences.

Laura: of course, the food, it’s pretty hard to find real Italian food or ingredients in Canada and it was hard at the beginning, I love that you can find restaurant of almost every Country in the world though.

6. What would you change of Italy/Canada if you could?

Jasmine: I wouldn’t change it but I’d love to fast-forward a generation and see what the country is like when the children and the grandchildren of immigrants to Italy have come of age, those that have grown up Italian. I’d love to see Italy embrace ethnic diversity like Canada does, but I know this will require time.

Laura: The geographic location, can you imagine if Vancouver had L.A. weather?

7. Describe Canadians/Italians in one word.

Jasmine: Passionate.

Laura: Polite.

8. One piece of advice to Italians who want to move/travel to Canada and vice versa.

Jasmine: If you’re Canadian and want to move to Italy, my biggest piece of advice is learn the language before moving, or at the very least, the grammatical basics. To say it will make your life and experience exponentially easier is an understatement.

Laura: Just do it! Better lifestyle, more jobs, lots of nature. You need to learn how to deal with the huge distance from home and hour difference but besides that, it’s a better world, even just as a human being, you’re much more respected in Canada and if you work hard you will be pay back one day, in everything you do. They also don’t care if you don’t know English so well, they respect anyone anyways, but it’s better for you to learn the basic stuff before, for your own goodness.

9. Slang that you learned from your adopted country.

Jasmine:

Boh!

Che palle!

Che schifo!

Dai!

Magari…

Basta!

Not even sure if these are considered slang though!

Laura:

Hey buddy what’s up?

Being the third wheel.

I’m out of here.

Chick.

I dunno

10. Something you had no idea existed until you lived in Canada/Italy.

Jasmine: There are a lot of things I never knew existed until I lived in Italy:

– an entire section in grocery stores dedicated to intimate soaps

– condom vending machines

– 5 liter jugs of wine

– extremely specialized shops

Laura:

– poutine, never heard of it before!

– deers walking down the streets and crossing almost as normal people.

11. How an angry Canadian would act vs how an angry Italian would act.

An angry Italian doesn’t hold back on emotions or gestures at all. They’d really put in a whole effort to get their point across and the anger would go beyond words, you would see the physical aspect of it as well in body language. There would be no ‘beating around the bush’, an angry Italian says exactly what he/she is thinking whereas Canadians try to be as polite as possible or as politically correct as possible and maybe even ends up apologizing in the end.

Laura:

Canada: “I’m sorry but I don’t agree with what your saying”

Italian: “What?! Are you f*****g kidding me?! You piece of s*** I will kill you! “

Allora? Pronta a tornare?

qui

Hi Guys!

Ebbene si’, il conto alla rovescia si fa sentire e in un battito di ciglia sono a meno ventiquattro giorni al ritorno nella mia amata/odiata Italia.

Chi l’avrebbe mai detto che un anno sarebbe passato cosi’ veloce, con un battito di ciglia. Sono passata da “ma dai, sei qui solo da due settimane?” a “ma dai? gia’ quasi un anno?”.

Un anno..come si misura un anno quando ti sono capitate cosi’ tante cose insieme che ti hanno cambiato la vita? Come puo’ essere stato solo un anno?! Eppure lo e’ stato..”solo” un anno, in cui mi sono, forse, capitate piu’ svolte che in tutto il resto della mia vita messa insieme.

Con questa piccola perplessita’ me ne porto dietro un’altra, ora che l’orologio scocca veloce e volano i numeri nel calendario. Quella domanda e’ quella che mi state facendo in tanti: “Allora? Pronta a tornare?”.

L’unica cosa che mi viene da rispondere e’ “non lo so”. E’ cosi’ strano.

Quando all’inizio del mio viaggio pensavo alla lunghezza di un anno senza vedere i miei cari e al mio ritorno, ho sempre pensato, “saro’ cosi emozionata! cosi’ contenta di tornare a casa!”, ma casa poi, dov’e’?. Non franteindetemi, l’Italia e’ e restera PER SEMPRE la mia terra, il mio bel paese, dove ho i piu’ dolci ricordi, sapori, odori, persone; non franteindete neanche per un secondo pensando che non voglia vedere i miei amati, perche’ non vedo l’ora e non riguarda assolutamente loro.

La sensazione di cui vi sto parlando e quella situazione di fastidio interiore, quando non capisci piu’ dove inizia l’andata e finisce il ritorno, perche ormai non hai piu’ una casa, ma due. Sono contenta all’idea di tonare?si’. Emozionata? si’. Triste?si’…

Sono cosi’ grata di quello che ho scoperto, i posti, le persone, me stessa, il mio totale cambiamento, che ho quasi paura di perdere tutto con uno schiocco di dita, come se tornare a casa mi cancellasse la memoria a mo’ di man in black e non fossi piu’ in grado di ricordare.

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Nanaimo

Il mio quasi sufficiente livello di Inglese poi? che fine fara’ mi chiedo? Lo perdero’ tutto dopo due giorni di dialetto Piemontese? Ne’?

E i miei ricordi? L’oceano con dietro le montagne, le mie amicizie che qui, piu’ che amicizie sono famiglia, i miei momenti di gloria nel cucinare italiano (per quanto i prodotti canadesi lo possano permettere e io sia in realta’ una pippa), andranno tutti via?

So che non sara’ cosi’. Questo posto ha una parte di me e io mi porto con me una gran parte di lui..la MIA Vancouver Island, la MIA Nanaimo, Il MIO Canada. Ma quella sensazione c’e’, ed e’ inisita in me piu’ di quanto potessi immaginare. Un po’ come quella mosca ze’ze’ che proprio non ne vuole sapere di farti dormire e ti vola sul naso appena sposti la mano che ha cercato di catturarla un secondo prima.

Nello stesso tempo non vedo l’ora di ricordarmi che odore ha casa mia, l’aria di Torino, del Canavese, il mio letto..chissa’ se trovero’ tutto minuscolo abituata alla King size di quaggiu’ come molti compaesani, chissa’ se saro’ in grado di guardarmi in giro senza trovare un cerbiatto per strada o un ragazzino in skate, chissa se saro’ in grado di guidare senza bocciare al primo stop quando la gente non si fermera’ e io saro’ convinta di si abituata alle buone maniere canadesi. Chissa’, chissa’, chissa’.

Sono curiosa, curiosa di riscoprire, di riassaporare, ma ho anche paura.

Cosa succede poi, se la gente che non rispetta la fila al supermercato non la reggo piu’? Se le facce sempre questionsingrugnate, arrabbiate, i brontolii e le lamentele (solitamente anche giuste) causate dallo stress del nostro bel paese non mi stanno piu’ addosso? Forse sarebbe meglio non tornare piu’, e rimanere con quel bel ricordo che e’ tutta la mia vita fino ai miei 22 anni, in un Paese che mi ha dato tanto, ma mi ha anche tolto tutto.

Venire qui incazzata e delusa dal mio Paese, mi ha fatto scoprire quanto in realta’ io il mio Paese lo ami, quanto esso mi manchi e ogni volta che penso a stargli lontano una velata ma profonda malinconia mi fa rabbrividire dentro.. E se poi me lo dimentico che io il mio Paese lo amo? E se mi fa incazzare di nuovo (e lo fara’) , vedere quanto abbiamo di bello e quanto non siamo in grado di sfruttarlo? Siamo forse il Paese piu’ bello del mondo e non lo sappiamo.

Pero’ certo che una bella carbonara, l’abbraccio della mamma, la strizzatina di guance di mia nonna, il bacio del mio ragazzo, lo scondinzolio del mio cane, mio fratello e la sua chitarra, mio padre e la sua famosa pizza del venerdi’ che mi fa felice come una bambina (chi non torna bambino quando sente la parola pizza?), certo che se ci penso quelle cose le rivoglio eccome. Le mie amiche, i miei amici, saranno cambiati? che poi chissene frega, voglio solo vederli e fare una bella festa come un anno fa.

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Torino

Se poi ripenso al nostro cibo, ai laghi di viverone, ai locali aperti fino a tardi, alla vita notturna (quasi inesistente qui, a meno che non consideriate discoteche e pub aperti fino alle 2 di notte vita notturna) e si..un po’ ci vuole dai!

Ma che succede poi, quando l’aereo lo devo prendere di nuovo? Per tornare nella mia seconda casa, la casetta in Canada’? E se poi il dolore e’ troppo forte? E se salutare una seconda volta non sara’ facile come la prima? Dove partivo solo per un’esperienza di un anno che mi avrebbe riportato dal punto B al punto A senza se e senza ma?

Come mi ha detto una persona che ammiro molto e a cui voglio molto bene: “tornare e’ l’ultimo step per capire se sei davvero disposto ad andartene”.

E allora viviamocelo questo ultimo step, godiamoci il sole (magari da Aprile), le belle giornate in famiglia, gli odori, i sapori e la nonna che ci strizza ste benedette e ormai rosse guance.

E poi? E poi che sera’ sera’…L’ultimo step sara’ quello piu’ duro?

Tante domande, poche risposte..

Lo scopriremo solo vivendo!

rent

Five hundred twenty five thousand six hundred minutes
Five hundred twenty five thousand moments so dear
Five hundred twenty five thousand six hundred minutes
How do you measure, measure a year?

In daylights, in sunsets
In midnights, in cups of coffee
In inches, in miles, in laughter, in strife
In five hundred twenty five thousand six hundred minutes
How do you measure a year in the life?

How about love?

British Columbia. Test di guida. Primo tentativo: fallito!

Ebbene si amici miei, abbiamo tutti aspettato curiosi di sapere come sarebbe finita la mia esperienza con ICBC (unica motorizzazione esistente in BC) e non e’ finita bene! Tutta fiera e convinta sono andata li’ pensando “massi’ l’ho passato al primo colpo in Italia, lo passo al primo colpo anche qui!” e invece no, una bella stangata!

Inutile dire che ci sono rimasta come una pera cotta, ma in fin dei conti e’ stata colpa mia, che convinta che tanto le quattro cose diverse le sapevo, mi sono fatta stangare.

Prima di spiegarvi i dettagli del perche’, vi voglio spiegare la mia situazione attuale. Essendo stata bocciata, sono diventata una Learner, quindi non ho piu’ il diritto di guidare se non ho di fianco una persona patentata di almeno 25 anni di eta’ (veramente fastidiosa come situazione) e avro’ il diritto di rifare il test tra due settimane, non prima.

E ora, passiamo ai motivi del mio epic fail, sperando possano tornare utili a qualcuno:

  1. TROPPO LENTA: Io, proprio io che, non per vantarmi, ma non ho mai rispettato un limite di velocita’, sono stata bocciata in primis perche’ sfailono andata troppo lenta. Sono andata ai 30 dove c’era un cartello con scritto 30 km all’ora che pero’ era GIALLO. Quando i cartelli sono gialli sono solo di “raccomandazione”, se passa un pedone, se ci sono bambini sul ciglio della strada, ecc. Quando stavo facendo il road test non c’era nessuno e quindi dovevo continuare a stare a 50. I cartelli che segnano il limite di velocita’ OBBLIGATORIO sono BIANCHI.
  2. GIRATO IN UNA VIA DA TROPPO INDIETRO: l’esaminatore mi ha spiegato che quando devo girare per immetermi in una via (non ad un incrocio) devo superare la linea divisoria della strada, mettermi nello spazio vuoto e girare, io invece, pensavo di dover stare dietro la linea.
  3. QUANDO TI IMMETTI IN UNA STRADA A DUE CORSIE, GIRANDO A SINISTRA, DEVI SEMPRE ANDARE NELLA CORSIA PIU’ VICINA A TE (PIUleft.jpg‘ A SINISTRA): a quanto mi e’ stato detto questo e’ uguale anche in Italia, ma abitando in un buco di paesino e non essendomi mai immessa in una strada a doppia corsia, non lo sapevo. Abbiate pieta’ o se volete,partite con gli insulti, in fondo un po’ me li merito.
  4. RALLENTARE NEGLI INCROCI SENZA STOP: ebbene si, io sincera, nel test scritto ho studiato che quando arrivi ad un incrocio senza stop, devi scannerizzare tutta la zona e rallentare, ma l’esaminatore mi ha detto che non ce n’era bisogno ed era anzi sbagliato.

La cosa positiva e’ stata che l’esaminatore quando ci siamo fermati mi ha spiegato tutti i miei errori prima di uscire dalla macchina.

La cosa negativa e’ che ho buttato nel cesso 50 dollari e mo non posso guidare almeno fino al 16, e vabbe.

Non per giustificarmi, saro’ anche stata una capra, ma parlando con tanta gente qui, tra cui poliziotti, quasi nessuno ha passato il test al primo colpo, a quanto pare qui sono molto puntigliosi. C’e’ chi parla di cattive abitudini da parte di ICBC di bocciare la prima volta per prendere piu’ soldi a persona (essendo l’unica scuola in tutta la regione), ma questo io non lo so per certo e comunque non e’ il mio caso.

CURIOSITA’: la macchina, all’esame, te la devi portare tu. Richiedono di guidare con una macchina con cui sia confidente. Sappiate. inoltre, che e’ legale girare a destra con il rosso.

CONSIGLI: Se avete amicizie di gente canadese fidata, andate a fare qualche guida e fate tutte le domande del caso prima di fare l’esame. Tornare learner non e’ per niente divertente. Se non li avete, pagate la scuola e fatevi qualche guida..e’ caro, ma non piu’ caro di spendere 50$ ogni volta che vi bocciano.

Al prossimo esame!

Alla fine, non ero mai stata bocciata in vita mia, anche questa e’ un’esperienza nuova😉 non si molla!

 

La vostra scrittrice senza accenti.

 

L.

 

 

…Trick or Treat? Il mio primo Halloween in Canada!

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Buongiorno, buon pomeriggio o buona sera! In qualunque parte del mondo siate! Ebbene si’..in molti mi avete chiesto questo articolo e in molti mi avete fatto questa domanda: “Ma veramente halloween e’ cosi’ fico in America?” be’ la risposta e’ “assolutissimamente si’!”, ma partiamo dall’inizio….

Come potete notare dalla foto, proprio come nei film, tutti (o quasi) addobbano la propria casa, circa tre settimane prima del 31 ottobre ed i risultati sono piu’ che sorprendenti! Il pomeriggio passare per le case e’ veramente affascinante, ma quando le vedi di sera, addobbate alla perfezione con queste luci viola, verdi, e questi neon a fare da atmosfera, ti senti catapultato in un film! Adesso so che la cosa che vi incuriosisce di piu’ sono gli addobbi quindi eccovi le mie migliori foto! prima di raccontarvi la mia esperienza con il primo 31 ottobre in terra canadese!

Enjoy!

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OK! Ora siamo tutti pronti per partire con la storia..ma ripeto..l’emozione di vedere queste decorazioni e come la gente prende sul serio questa festa e’ indescrivibile a parole! Ovviamente, anche qui, c’e’ chi odia Halloween, ma questa e’ un’altra storia..:)

Per i ragazzi che frequentano la scuola, Halloween dura l’intera settimana! Ci sono materie a tema, si gioca a studiare matematica misurando la grandezza di una zucca e ovviamente…non puo’ mancare la famosa festa in palestra! Con tanto di musica a palla, luci strobo e il concorso per la maschera piu’ bella della serata..non ve lo nego, poter assistere ad una festa del genere, anche se da esterna, e’ stata una figata! Perche’ ammettiamolo…ognuno di noi ha dentro un piccolo teenager che sogna di aver partecipato ad una festa in palestra in stile O.C! (anche per chi O.c lo odiava!ammettetelo!).

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E cosi’ si arriva al fatidico 31 Ottobre, quando si parte, prima di tutto, scavando la zucca e intagliando un disegno a piacere in essa, che non e’ per forza una faccia. Io, per esempio, ho intagliato la scritta “Treats” (dolcetti) e fatto un grosso buco dove ho poi inserito le caramelle. (scopiazzato da una foto presa da Google image, ovviamente.)

Dopo aver messo nel nostro “front yard” (giardino che da sul davanti) la nostra zucca a completare gli addobbi, ci si prepara, ci si veste, ci si trucca, si aspetta che faccia buio, mangiando un boccone alla veloce (fa buio intorno alle 5 ora..che e’ in pratica l’ora di cena), si parte! Dal nulla vedi spuntare questa marea di gruppetti di bambini che ti suonano alla porta con i vestiti piu’ bizzari, divertenti ed improbabili che ti urlano “Trick or Treat?” (il nostro “dolcetto o scherzetto?”) e che aprono le loro borsette in attesa della tanto desiderata cioccolata. Dietro di loro, sul marciapiede, vedi i genitori aspettarli sorridenti,a meno che non siano ragazzini di 13 anni, che vanno in giro per conto loro, tanto siamo in Canada, il peggio che ti puo’ succedere e’ che un cerbiatto ti tagli la strada mentre stai correndo.

Ma andiamo alle cose serie…La festa per gli adulti!!(o ventenni :P). Diciamo che essendo il mio primo Halloween l’ho preso abbastanza seriamente, come anche le mie amiche e ci siamo truccate al meglio delle nostre possibilita’IMG_4080IMG_0315IMG_4289IMG_5307

Pronte per la serata, siamo andate al classico “pre-party” a casa di amici, dove ci aspettavano jelly shot, patatine, bibite, insomma, una vera festa piena di schifezze prima di andare in discoteca, con tanto di fuochi di artificio! L’atmosfera del pre-party e’ sempre molto bella, musica a tutto volume, risate, commenti sui costumi, giochi di carte fatti a posta per farti bere e farti ridere un po’ di piu’ ancora😛.

Finito il tutto ecco che ci avviamo verso la discoteca, ovviamente straripante di gente, dove ci hanno aspettato i costumi piu’ improbabili! A questo punto vi devo chiedere scusa, perche’ non ho nemmeno una foto..ero talmente entusiasta del tutto..che il cellulare me lo sono proprio scordato, ma provero’ a descrivervi al meglio…

In mezzo alla coda, ecco che troviamo Super Mario e il suo fedele amico Luigi, con tanto di principessa! Ovviamente sono partite le battute sull’Italia, una volta scoperto che ero italiana! Non da meno i gladiatori, due bestie di ragazzi, super muscolosi sul serio, senza bisogno di costume..e nemmeno di una maglietta a quanto pare. Giuro, ci saranno stati 10 gradi, forse meno, e questi due simpatici soggetti erano a petto nudo, vestiti da gladiatori. Stavo congelando io per loro. C’era anche un inquietantissimo clown, di quelli proprio brutti, col sorriso da guancia a guancia, il coltello enorme insanguinato, magro e altissimo, che quando mi ha visto puntarlo ha inclinato la testa in modo inquietantissimo e quando poi l’ho ribeccato fuori e mi ha visto riguardarlo inquietata, si e’ tolto la maschera dicendo “cosi’ va meglio?”, perche’ il bello di questo Paese e’ questo, non ci sono persone con la puzza sotto il naso a fare a gara a chi ha il vestito piu’ figo, ma si esce per divertirsi e se si incontra qualcuno, perche’ non parlarci e farsi due risate! La festa in discoteca e’ stata bella, niente di eclatante, in quanto a questi generi di feste, mi spiace, ma siamo molto meglio noi, anche perche’ alle 2 e dieci, era tutto serrato, arrivederci e grazie! Ma devo concludere raccontandovi questa scena, che mi ha completato la serata come penso sia perfetta per chiudere l’articolo: questo ragazzo con barba e capelli lunghi castani naturali,  che arriva vestito da gesu’, che sembra gesu’ in tutto e per tutto, supera la fila e quando il buttafuori gli dice “cosa stai facendo? Devi fare la fila” risponde “C’mon man, sono Gesu’, non ho bisogno di fare la fila”.

Un bacio e spero vi siate divertiti anche voi ad Halloween!

La vostra scrittrice senza accenti.

L.

Patente di guida – tutti i dettagli per chi vuole vivere in British Columbia

Hi guys! Eccomi qua..a spiegarvi come sta procedendo la mia esperienza con la patente. Prima di iniziare vi anticipo che, per quanto mi riguarda, le leggi in vigore non sono state le stesse che mi sono state applicate, percio’, come dico sempre, prendete cio’ che dico con le pinze e non date per scontato che a voi vada uguale, dato che, come sappiamo, le leggi quaggiu’ (come anche da noi) ognuno le applica un po’ come gli pare. Come sempre sono qui per raccontarvi quale sta essendo la mia esperienza, se posso aiutare, ancora meglio!

Cominciamo con il dire che il British Columbia ha l’ICBC, che e’ un organo che si occupa, appunto, della motorizzazione. E’ provinciale, quindi esiste solo in British Columbia (BC) e come tale le regole riguardanti la nostra patente nelle altre regioni non sono uguali, o comunque non sempre. La legge scritta online sul sito del governo dice che in BC non c’e’ bisogno di nessuna convenzione, e si puo’ guidare liberamente con la patente italiana per 3 mesi con un Work Permit (qualsiasi Visto che ti permette di lavorare legalmente in Canada), in motorizzazione mi hanno detto sei (come quando vieni col visto turistico). Io l’ho usata sei mesi, non mi hanno mai fermata, quindi non posso dirvi se era giusto o sbagliato, ma parliamo della nuova patente ora.

Prima di tutto bisogna dotarsi del materiale per studiare, potete studiare tramite libro che si puo’ richiedere in qualsiasi sede ICBC e acquistare (intorno ai 20$), o semplicemente andare sul sito ICBC dove troverete l’intero libro gratis a disposizione online, ecco il link: http://www.icbc.com/driver-licensing/Documents/driver-full.pdf

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Una volta studiato, ci si puo’ recare nella sede piu’ vicina ICBC per fare il test. Non c’e’ bisogno di prenotare, sono aperti dalle 8.30 alle 4.30 e tu puoi andare a qualsiasi ora, fino ad un ora prima della chiusura, dando il test a computer tranquillamente. Il test e’ composto da 50 domande come da noi, ma ne puoi sbagliare fino a 10..quindi e’ piu’ semplice! Sfortunatamente, ci sono seicento lingue a disposizione, ma non l’italiano, quindi ci tocca fare il test in inglese, ma se non capisci qualcosa, puoi chiedere assitenza ai segretari e farti spiegare in altre parole cosa significa (sempre in inglese). Io non ho chiesto, a mio parere le domande sono molto piu’ semplici che da noi, e se vi esercitate con la simulazione del test online (http://practicetest.icbc.com/#/) troverete su per giu’ le stesse domande. Certo c’e bisogno di studiare, perche’ alcune delle regole e dei segnali sono diversi dai nostri.

Da ora in poi vi spiego cio’ che e’ successo a me:

  • Vado all’ICBC per dare il test la prima volta, con la mia patente italiana, dicono che mi serve la traduzione da un traduttore certificato, mi fanno la fotocopia della patente ricoperta di timbri ICBC che devo consegnare alla traduttrice perche’ la traduzione sia valida (foto) e mi danno una lista di traduttori da poter contattare.OR
  • Contatto una serie di traduttrici e la piu’ economica e’ Ungarini Alice (tel.604-563-1373 / e-mail info@colombotranslation.com). Lei pero’ non vive sull’isola, gli ho potuto scannerizzare la copia sovrastante senza problemi, perche’ l’impiegato dell’ICBC mi ha detto che potevo farlo. In realta’ pero’ lei mi ha avvertita dicendomi che spesso richiedono la copia originale con il suo timbro, quindi avrei dovuto spedirgliela. Mi e’ andata bene.Lei pero’ e’ stata costretta a mandarmi la traduzione e il tutto timbrato via posta, che non essendo posteitaliane, e’ arrivata in due giorni lavorativi. Il costo di tutto cio’, compresa la spedizione, e’ stato esattamente 36.75$ (24.83 euro). Non so quanto costi la patente internazionale, se costa meno, fatela, se costa di piu’ e’ uno spreco perche’ ha lo stesso valore di questo pezzo di carta, risparmiate solo tempo.
  • Vado nuovamente all’ICBC con tutto cio’ che mi e’ stato richiesto:

– Traduzione certificata

– Due documenti con foto (nel mio caso Passaporto e Patente Italiana

-Il mio Open Work Permit/ PR  (working-holiday Visa nel mio caso)

         Dopodiche’ pago 15$ per il test scritto e vado al mio computer. Arrivata a 45 domande su 50 con 4 errori (essendo 10 il massimo di errori concessi ero gia’ automaticamente promossa) il test si stoppa e mi fa le congratulazioni dicendo che non ho bisogno di rispondere alle ultime 5 domande perche’ sono gia’ passata!

  • Finito il test mi fanno una veloce visita agli occhi (io ho l’obbligo degli occhiali quindi l’ho fatta con gli occhiali) ti fanno vedere numeri, lettere, etc per neanche un minuto ed e’ fatta!
  • Adesso bisogna prenotare online, sempre sul sito ICBC la pratica, che io non ho ancora fatto, avendo passato il testo scritto oggi! Il costo e’ 50$ e dovrebbero esserci altre tasse da pagare per avere la patente vera e propria alla fine. L’ unica cosa negativa e’ che se non passi il test di guida al primo colpo, diventi un neo-patentato anche se in Italia non lo eri piu’ e qui e’ una grana, perche’ devi guidare sempre con qualcuno con esperienza e prima di avere una vera e propria patente senza leggi complicate su quanta gente puoi portare o meno passano 4 anni. Quindi incrociate le dita per me!

Concludo con una brutta e una bella notizia. La brutta e’ che purtroppo, una volta ricevuta la nuova patente, qui in BC ti ritirano la tua, italiana, e non te la ridanno piu’. Quindi una volta tornata in Italia, se torni, dovrai richiederla nuova. La bella notizia e’ che le leggi stanno cambiando e se tutto va bene a breve non avremo piu’ bisogno di rifare tutta sta pappardella, ma semplicemente di pagare e farcela convertire, come molti altri Stati!

Speriamo solo non diventi vigente tra pochi mesi, dopo tutta sta fatica! Ugh!

Spero di esservi stata utile e vi aspetto per la seconda puntata, speriamo, con la patente canadese in mano!

Un saluto.

La vostra scrittrice senza accenti.

L.

Part 2 – Comox e Seattle

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Hello guys!

Come promesso..sono tornata per raccontarmi/vi in questo nuovo articolo che, in realta’, va a completare quello vecchio e vi racconta le ultime due tappe del mio viaggio estivo.

Saro’ breve e concisa il piu’ possibile, ma cerchero’ di farvi capire l’emozione che queste due esperienze mi hanno suscitato.

Partiamo col raccontarvi di Comox, non troppo grande, ex base militare dove ancora oggi gli aerei si vanno ad esercitare prima degli show, ho avuto la fortuna di visitarla tramite una casa sul mare e di esplorare, da qui, l’oceano in modo totalmente diverso dal solito: in Canoa!

DSC_0103Non ve lo nego, e’ stata un’emozione. Partire appena prima del tramonto, remare verso l’orizzonte, e’ stato davvero magico. Forse anche perche’ un anziano signore irlandese, innamorato del Canada in cui ha vissuto per tutta la sua vita, ci ha prestato questa canoa dicendoci “if you want to try a real canadian experience, you got to go on a Canoa” (se vuoi provare una esperienza davvero canadese devi andare su una Canoa). Dopo cio’ abbiamo provato il kayak, divertentissimo e meno stancante, ma lo devo ammettere, la canoa e’ stata qualcosa di magico. Dopo cio’, calato il buio, eccoci in cerchio attorno ad un falo’ a cuocere marshmallows e mangiarli in mezzo a due biscotti al cioccolato: i famosissimi (qui) S’mores. Con Eddie Vedder in sottofondo parlare e attraversare con gli occhi, dal basso verso l’alto, gli altissimi e magrissimi alberi canadesi fino ad arrivare con lo sguardo alla loro punta che sembra toccare le stelle, sembra l’unica cosa giusta da fare. Perche’ e’ questo che ho imparato dal popolo canadese: smetterla di avere fretta e godersi il cammino.

Ecco che arriviamo quindi all’ultima, stratosferica e affascinante tappa: Seattle!

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Con il fascino della classica citta’ americana, ci ha travolto e affascinato quanto stupito, ma fatemi partire dall’inizio, che se questa esperienza la state facendo anche voi, lo so, che la cosa che vi interessa di piu’ e per la quale mi state leggendo e la famosa e curiosissima dogana, quindi permettetemi di essere il piu’ dettagliata possibile:

Dall’isola, per arrivare a Seattle ci sono tre opzioni:

1. Andare a Victoria/prendere il Clipper (traghetto apposito che fa Victoria/Seattle e viceversa ogni giorno piu’ volte al giorno) e arrivare a Seattle.

2. Prendere l’idrovolante da Nanaimo a Vancouver e prendere il bus da Vancouver a Seattle.

3. Prendere il traghetto da Nanaimo a Vancouver e prendere il bus da Vancouver a Seattle.

Ovviamente l’opzione idrovolante e’ la piu’ veloce ma anche la piu’ cara e tra l’idrovolante e il clipper non c’e’ un’enorme differenza di prezzo quindi tra i due sceglierei l’idrovolante perche’ ci mette solo 30 minuti, ma come sempre e dato che non avevo fretta, ho scelto l’opzione piu’ economica: la terza!

Tra traghetto fino a Vancouver (2 ore), arrivare alla stazione del bus dal porto (40-60 min) e il viaggio in bus da Vancouver a Seattle (4 ore) il viaggio e’ durato circa sette ore ed e’ costato all’incirca 55$ compresi tutti i trasporti utilizzati (solo andata).

Eccoci arrivati alla dogana che da Vancouver non e’ per niente distante (non vorrei dire una baggianata ma mi sembra che in circa 40 minuti eravamo alla dogana):

  • Sul pullman ti danno un foglio da compilare, domande base (nome, cognome, num. passaporto etc.) che dovrai portare con te alla dogana.
  • si scende tutti e si portano dietro tutti i bagagli posseduti. Ricordatevi di buttare o mangiare tutta la frutta e la verdura che avete prima della dogana, non vi e’ permesso attraversare la frontiera con essi, e ricordate anche che il trasporto di alchohol e tabacco e’ limitato.
  • si fa la coda, non troppo lenta e si arriva davanti all’officer.

A questo punto e’ doveroso fare una premessa: l’esperienza che ho avuto al border e’ del tutto personale e non rispecchia l’esatta procedura con cui verra’ eventualmente svolta la prassi anche per voi, quindi non prendete per garantito che la vostra esperienza sara’ identica alla mia.

  • per precauzione, anche se il sito del governo americano dice che l’ESTA ( visto elettronico che noi italiani abbiamo bisogno di avere in determinate circostanze per poter entrare negli U.S.A. Sito per applicare: https://esta.cbp.dhs.gov/esta/esta.html) e’ necessario solo se viaggi via traghetto o aereo e non via terra, io l’ho fatto lo stesso. Tanto dura anni (mi pare 3 ma non ne sono certa). Arrivata alla dogana bella pronta con il mio passaporto in mano e il foglietto che ho compilato sul pullman, sfoggio fiera l’esta convinta che tornasse utile comunque e l’officer mi dice: “na quello non serve, grazie lo stesso” dopo di che mi prende le impronte digitali, mi fa una foto, mi chiede quanto tempo intendo stare in america e dove sto andando, cosa voglio visitare, mi stampa un bel timbro sul passaporto e mi pinza un cartoncino e mi dice di andare alla cassa a pagare 6$. Vi ho gia’ raccontato sulla mia pag. facebook (my canadian working-holiday experience) quanto e’ stato simpatico e divertente l’officer.
  • pagati i 6$ AMERICANI (piccolo appunto, cambiate i soldi prima di passare la dogana perche’ vi saranno richiesti dollari americani per pagare qui) passiamo i bagagli sotto il metal detector e risaliamo a bordo.

Arrivati a Seattle nel pieno pomeriggio, dopo aver lasciato i bagagli in hotel, abbiamo iniziato ad assaporare la citta solo camminando per le strade e guardando gli spettacolari palazzi, lo space needle che spuntava ed era raggiungibile a cinque minuti a piedi, l’oceano. Anche sull’hotel ho da darvi un consiglio che pero’ non sempre funziona, bisogna essere un po’ fortunelli. Se prenutate last minute un giorno prima come abbiamo fatto noi, provate a prenotare tramite AAE hostel Seattle. Noi ci siamo ritrovati disperati a cercare un ostello in pieno agosto, tutti pieni e non avevamo nessuna intezione di spendere 200$ di hotel. Inciampiamo in questo sito dove c’e scritto l’indirizzo dell’ostello ma non il nome, convinti che il nome fosse, appunto AAE hostel, leggiamo le recensioni e scopriamo che e’ un’agenzia di booking e che in realta’ stiamo prenotando il Best Western Hotel con tanto di piscina calda e idromassaggio e fitness centre aperti 24h su 24 per 60$ invece che 160$! Abbiamo avuto paura della fregatura, ma abbiamo rischiato, ed eccoci qui..in un fighissimo hotel con una spaziosissima stanza, tutti i servizi possibili e a 5 minuti dallo space needle! C’e’ da dire pero’ che quando ci ha provato un’altra ragazza due settimane dopo non e’ andata, quindi non vi assicuro niente.

Per raccontarvi questa avventura ci vorrebbero giornate intere, ma questa citta’ e’ talmente organizzata che posso riassumervi tutto il viaggio in una parola: CityPass!citypass

Ebbene si, con questo blocchetto, per 69$, ti becchi l’ingresso a tutte le principali attrazioni della citta’ (invece di 138$ in tutto acquistando ogni biglietto singolo).

Potrai quindi visitare lo Space Neddle 2 volte nel giro di 24 ore dalla prima visita, da dove potrai vedere tutta la citta’, esperienza spettacolare che consiglio di fare al pomeriggio e poi di nuovo al tramonto, dove puoi trovare anche il ristorante superlussuoso girevole (carissimo) e goderti una cena con quel panorama mozzafiato. Appena arrivata su, mi sono venuti i brividi.

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Potrai anche visitare il Seattle Aquarium, carino, sinceramente mi aspettavo di piu’, ma comunque da farci una capatina.DSC00471

Una cosa che invece merita assolutamente fare e la crociera! Vicinissima all’acquario la nave che, compresa nel CityPass, ti fa fare il tour del porto e ti porta in mezzo all’oceano da dove puoi vedere l’intera citta’ con il vento tra i capelli, mentre una simpatica ragazza ti spiega dove vivono i personaggi di Grey’s Anatomy (telefilm che oltretutto non ho mai guardato) e ti informa su tante interessantissime cose riguardanti la citta’.DSC00524

Dopo cio’, hai altri due pass tra cui pero’ devi scegliere due di quattro alternative:

  • zoo o museo
  • pacific science centre o garden

io ho scelto lo zoo..ed e’ stato una figata! abbiamo visto Leoni, pinguini, macachi, orsi. Anche se devo ancora trovare una posizione in questa faccenda e non amo per niente l’idea degli animali in gabbia, non voglio essere ipocrita, mi e’ piaciuto, ma mi e’ uscita una lacrima quando ho visto gli occhi dello scimpanze’. Abbiate pazienza, sono nella fase “mi piace ma forse non e’ proprio la cosa giusta, ma fammici dare un’occhiata lo stesso.”. Cambiero’ presto. prometto.

Purtroppo non sono riuscita a scegliere una delle altre due attranzioni perche’ il tempo era poco e siamo dovuti tornare a casa..ma non mi sono persa la tomba di Bruce e Brandon Lee!DSC00630

Altre due cose che mi sono persa (e per le quali tornero’ a seattle) sono la casa di Kurt Cobain e il pike place market molto nominato, quindi se siete li’ e avete tempo, andateci!

Arrivati cosi’ alla fine della mia esperienza a Seattle, non mi resta che raccontarvi il rientro in Canada. Le cose sono andate esattamente come per l’andata, con la differenza che l’officer alla dogana mi ha chiesto di mostrargli il working-holiday e mi ha chiesto cosa avevamo visitato a Seattle. Prima di farmi andare via mi ha inoltre chiesto se avevo del tabacco con me. L’unica differenza e’ che stavolta non abbiamo nemmeno passato i bagagli sotto il metal detector ma siamo risaliti direttamente sul pullman.

Che dire di piu’.. la prossima tappa e Whistler..se siete curiosi, leggete il mio prossimo articolo! Spero il post vi sia piaciuto e spero vi tornera’ utile se dovrete andare a Seattle, e’ una citta’ magica e merita andarla a visitare.

vi lascio, come sempre, con un immagine e una canzone.

un bacio,

La vostra scrittrice senza accenti.

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“look at the stars, look how they shine for you, and everything you do, yeah they were all yellow”

L.

Welcome September!

Hi guys! come e’ andata la vostra estate? spero bene. La mia e’ stata qualcosa di indescrivibile, ma andiamo per ordine.

La prima cosa che vi volevo raccontare e’ negativa, cosi’ ce la togliamo subito e riguarda il lavoro. E’ successo che ho scoperto che gli stronzi, purtroppo, non esistono solo in Italia, ma provengono da tutto il mondo e sono di tutte le razze e dimensioni. Ebbene si’ miei cari amici, anche qui in Canada dovete stare attenti alle fregature e alle ingiustizie, ma come sempre, c’e’ una parte positiva, che e’ che finalmente ho imparato a farmi furba.

Praticamente non mi hanno pagata, e arrivata a due mesi di lavoro, ancora aspettavo i soldi. Prima mi hanno detto che avevano problemi con la mia carta di credito (Canadese e perfettamente funzionante) , poi non si sapeva come mai sti soldi non arrivavano. Questa esperienza mi capita una volta nella vita, in piu’ il mio ragazzo era arrivato dall’Italia per stare con me soli 25 giorni e la maggior parte del tempo io lavoravo. Poco male se ero pagata, sapevamo che andava cosi’, ma a gratis, sprecare del tempo cosi’ prezioso no,non ne avevo proprio voglia. Al contrario di come ho fatto nelle mie esperienza in Italia, probabilmente anche perche’ iniziate appena  diciannovenne, mi sono fatta valere: gli ho detto che se non ricevevo i soldi non sarei piu’ andata a lavoro, ma loro non mi hanno presa troppo sul serio. Un giorno poco distante ho avuto la febbre e sono dovuta rimanere a casa, probabilmente convinti fosse una ripicca mi hanno semplicemente fatta fuori. Mi hanno dato meta’ dei soldi e passato un mese ancora aspetto l’altra meta’. the end. Poco male pero’, fortunatamente ho altri sei mesi di visto e occasioni qui ce ne sono molte, sperando di beccare quella giusta, ma il tempo che ho passato a viaggiare, quello, quello e’ valso piu’ di tutti i soldi del mondo.DSC00524

Che dire di altro riguardo a questa situazione, non sono apatica come posso sembrare, ovviamente e’ stata una grossa delusione, ovviamente mi sono sentita persa, ma ho imparato tanto e sinceramente ora ripensandoci mi sento solo fiera. Sono fiera di non aver scelto il lavoro ad ogni condizione come ho sempre fatto, e di aver dato piu; importanza ai miei sogni.DSC00570

Adesso passiamo alle cose belle! Il viaggio che ho intrapreso, anche questo in stile totalmente nuovo, e’ stato intorno all’isola, a Vancouver e per finire in bellezza a Seattle!

Voi direte “ecchissenefrega” ma se dovesse trovarvi nei paraggi, magari potreste prendere spunto dal mio tour per organizzare il vostro!

Come sempre ve lo dividero’ in tappe per facilitare il tutto a tutti so..here you go:

  • Prima tappa: Vancouver. Of course dovendo andare a prendere il mio ragazzo all’aeroporto ne abbiamo approfittato per goderci un po’ Vancouver city prima di tornare sull’isola e abbiamo scelto di soggiornare a Van per una notte. Abbiamo imparato a cavarcela con gli ostelli: molto “cheap” (economici) e con stanze private a volte simili a quelle degli hotel, semplicemente col bagno fuori dalla stanza e in comune con, di solito, altre 4-5 stanze. Non siamo tipi da camerate, letti a castello per 4-6 persone dove dormi con sconosciuti, non sono ancora arrivata a quel livello, ma “never say never” (mai dire mai). Comunque abbiamo alloggiato presso C&N backpackers in main street, una fermata di skytrain da downtown (centro citta’). Non lo sconsiglio e non lo consiglio. Main street ci e’ sembrata una zona un po’ malfamata, per quanto possano essere “malfamate” le strade in Canada (niente a che vedere con l’Italia, non preoccupatevi) solo tanti senzatetto e un po’ sporca rispetto al resto di Van che conosco. L’ostello era al minimo degli standard, porta sottilissima e difficilissima da chiudere perche’ mezza scassata, tubi del gas sopra la testa (il mio ragazzo, caldaista, e’ rimasto scandalizzato perche’ a quanto pare non e’ a norma, rischi di saltare in aria con tutto il tubo), ma comunque pulito, che per me, e’ forse l’unica cosa importante. Abbiamo passato il primo giorno tra downtown e waterfront, il secondo siamo passati per chinatown, molto carina, probabilmente aiutava il fatto che cerca una qualche grande festa ed era tutto addobbato, e siamo andati sulla lookout tower, esperienza bellissima. La lookout tower e’ quella che ti mostra tutta Van dal’alto, il prezzo era piu’ che abbordabile, se non sbaglio sui 16$ e volendo si puo’ mangiare lassu’ nel ristorante superchiccoso. Non ci siamo andati. Gianluca voleva provare gli hot dog. DSC00016Ovviamente non poteva mancare la faccia sorprese di Gianluca vedendo tutti questi legalissimi shop di marijuana in giro per la citta’ che a me fanno troppa simpatia.DSC00047
  • Seconda tappa: Victoria che resta la mia citta’ preferita, non potevo non mostrarla al mio ragazzo. Vi ho gia’ parlato approfonditamente di Victoria nella mia pagina facebook, se non l’avete vista potete andare sui miei video e la troverete proprio li!😉 Questa volta pero’ ci siamo andati senza prenotare ed essendo che c’era uno Snowbird show (spettacolo di aerei caccia, bellissimo) era tutto pieno. Abbiamo cosi’ scoperto questo piccolo accogliente ostello chiamato Turtle Hostel, DSC00123il piu’ economico dei tre ostelli in Victoria, di una dolce quanto gentile signora asiatica che non riceveva molti ospiti a causa delle recensioni negative su tripadvisor, be’ io le ho dato 5 stelle. Era semplicemente perfetto, pulito, carino, con un terrazzetto molto particolare e bello, e’ perfetto se devi solo dormire e andare a esplorare tutto il giorno. Non capisco cosa la gente voglia di piu’ di un bagno e un letto puliti quando viaggia.
  • Terza tappa o meglio “terze tappe”: cathedral grove/coombs/Ucluelet/Tofino. Si’, per andare verso Tofino, esattamente sull’altra costa dell’isola, ci siamo presi il nostro tempo e abbiamo visitato i luoghi intermedi in due tappe. E’ stata un’ottima scelta. Il viaggio (di circa tre ore in macchina) e’ sembrato meno lungo e molto piu’ piacevole. Come prima tappa siamo andati a cathedral grove che si trova nel MacMillan Provincial Park,  bellissimo percorso dove puoi esplorare il bosco e vedere alberi giganti, il piu’ vecchio ha 600 anni. Il percorso non dura piu’ di 15 minuti: facile, piacevole e veloce, per chi, come me, nell’altra vita dev’essere stato un bradipo e non ama camminare. Subito dopo siamo IMG-20150821-WA0007andati a coombs ma ATTENZIONE: in realta’ se volete fare un percorso sensato venite prima qui e solo dopo a cathedral grove..noi non ci siamo resi conto ma siamo dovuti tornare indietro per andare a coombs, quindi non e’ stata una brillante idea, non sapendo la strada, abbiamo toppato,ma poco male. Coombs e’ davvero carino, c’e una parte, dove si trova un carinissimo ristorante italiano chiamato Cuckoos, dove trovi delle grandi statue molto belle esposte in una piazzettaDSC00317, credo siano in vendita, ed intorno si trova un negozietto di merchandise. Poco lontano, vicino al ristorante,puoi trovare una gelateria e un supermercato pieno zeppo di prodotti di ogni tipo, compresi pasta e salse italiane, che io non trovo ovunque, e se punti il naso all’insu’ ti troverai davanti ad un tetto fatto di erba con in cima delle capre! Ebbene si’, queste capre, a quanto pare, vivono la sopra. buffo quanto carino da vedere, e’ diventata un’attrazione.DSC00323Per quanto riguarda il ristorante italiano, come sappiamo, il cibo dell’italia lo trovi solo in italia, ma nonostante questo cuckoos e’ moolto carino, patio bellissimo, e il cibo e’ veramente buono! oltretutto menu’ in Italiano e MENU’ ITALIANO: se verrete qui capirete, dopo un po’ aprire il menu’ e leggere solo insalate, sandwich e hamburger, vi mette la depressione in corpo.DSC00331
    finito il giretto turistico per la via, fermandoci a vedere il bellissimo panorama di alcuni laghi quando ne incontravamo, arriviamo a Uclelet dove ci aspetta un bellissimo camper, affittato per due giorni grazie ad amici che si sono offerti di darcelo, dato che tutti gli ostelli e hotel erano completamente pieni data l’alta stagione. Tutti parlano benissimo di Tofino, a me Uclelet e’ piaciuta di piu’. Bellissime spiaggie, “Eagle’s nest” (pub carino dove andare la sera, con patio sull’oceano) e la bellissima esperienza del surf, ovviamente questa si puo’ fare sia a Uclelet che Tofino..le spiaggie sono molto simili essendo a 30 min di distanza.DSC00378 Tofino, devo essere sincera, l’abbiamo girata un oretta ma non l’abbiamo vissuta. Mi e’ apparsa molto piccola comunque, bellissima la spiaggia dove siamo andati a guardare il tramonto, anche se le nostre spiaggie con i baretti, le sdraie e la musica non c’entrano nulla. Qui e’ solo spiaggia, oceano, gabbiani e poche persone per tantissimi metri di spiaggia. Non posso paragonare le due cose, mi piacciono molto entrambe, sono solo totalmente differenti. In quanto a movida, come sempre, meno di zero, solo ristoranti. Mi e’ stato detto che Tofino e’ il posto dove ci sono piu’ giovani e piu’ feste. Ho i miei seri dubbi.
    Comunque il tramonto ha meritato, eccome se ha meritato.

Ho ancora due tappe da raccontarvi: Comox e Seattle, ma quelle sono state esperienze talmente profonde e belle che ho bisogno di un post dedicato solo a queste due, che ovviamente,sara’ il prossimo. Inoltre, penso abbiate gia’ letto abbastanza, e i vostri occhi dovranno essere sfocati tanto quanto i miei a questo punto.

Vi lascio con una, anzi due bellissime foto del tramonto di cui vi ho parlato e vi ringrazio di aver letto fino a qui, spero di esservi stata utile in qualche modo o di avervi fatto passare dei piacevoli e interessanti 5 minuti con le mie esperienze. Per me sono state fantastiche, e vi avrei portato volentieri tutti con me per mostrarvi quanto calde, diverse e magnifiche siano state tutte le sensazioni ed emozioni provate ad ogni step. A voi tutti una buona giornata. Non mollate mai i vostri sogni, e se vi licenziano, partite per un viaggio o piu’ di uno e tornate dopo un mese! con me ha funzionato😉

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Un bacio.

La vostra scrittrice senza accenti.

L.

Il lato negativo

Hi guys! come vi va la vita?a me molto bene, non posso lamentarmi davvero: ho 22 anni e sto ampliando il mio curriculum lavorando in un Hotel, proprio quello che volevo avendo studiato turismo. Sto lavorando in un Hotel in Canada, che rende il tutto ancora piu’ fico e vivo su un’isola dove al momento ci sono intorno ai 27 gradi perfettamente ventilati. Insomma, la vita dura e’ un’altra e so di essere fortunata, ho sempre raccontato tantissime cose positive, ma sarei un’ipocrita se non ammettessi che questa esperienza ha una parte negativa.

Non voglio spaventare nessuno, non fraintendpertetemi, ma tutti quelli che sono partiti prima di me mi hanno sempre detto “ci vogliono le palle” e io riflettendoci pensavo si’ per carita’ sara’ dura, ma alla fin fine non vai in guerra, per quello si’ ci vogliono le palle.

E invece eccomi qui, a dire la stessa identica cosa, ragazzi credetemi, ci vogliono le palle e devono essere quadrate. Nessuno ti spiega quanto sia difficile perche’ e’ veramente difficile da spiegare! forse impossibile, perche’ come in tutte le cose, se non ci sei dentro, non puoi capire a pieno, ma provero’ a spiegarvi.

Qui di seguito riporto le cose piu’ difficili che ho provato essendo all’estero, ovviamente molte hanno a che fare con la lingua, molte col passare del tempo sono diventate superflue o insignificanti,ma all’inizio erano un grosso masso da spostare:

1. Sentirsi intrappolati nel proprio corpo

la orribile senzazione di sentirsi intrappolati all’interno di se’ stessi, questo e’ quello che ho provato il primo mese o poco piu’, quando qualcuno diceva qualcosa di interessante, divertente, brutto,triste, orribile, qualsiasi cosa, e io avevo un parere ma non avevo le parole per esprimerlo perche’ non sapevo abbastanza la lingua. La sensazione che nulla di quello che pensi possa essere tirato fuori e che anche quando provi a spiegare con tutto te stesso non dici niente o quasi di quello che vorresti, ma usi solo le parole che sai al meglio che puoi, anche se a volte in realta’ non e’ nemmeno quello che pensi, giusto per dire qualcosa, per non sentirsi poi troppo stupido.

2. Sentirsi un idiota

La gente ti parla, e tu la guardi come un imbecille perche’ non hai idea di cosa ti stia dicendo; non entri nei locali da sola, perche’ ti vergogni a non saper parlare con le cameriere, fai andare sempre avanti i tuoi amici a ordinare e ordini la stessa cosa che ordinano loro solo perche’ non hai idea di come leggere il menu. Al parco la gente ti parla e tu fai un sorrisino di vergogna sperando non sia una domanda ma solo una frase buttata li’ perche’ non hai idea di cosa abbia detto. Sono tutte cose che ho provato inizialmente. Sembra una cavolata, ma quando entri in un mondo dove nessuno parla la tua lingua, e’ come se ti dimenticassi che tu sai una lingua in piu’ di loro, e ti senti semplicemente un imbecille e ti chiedi perche’ tutti gli altri riescano a parlarsi tra di loro e tu no. Per fortuna in Canada la gente e’ veramente gentile e nessuno te lo fa minimamente pesare.

3. I bambini che ti correggono

Anche i bambini sanno parlare meglio di te, e’ la loro lingua madre, ma non capiscono che non e’ la tua, pensano solo ci sia qualcosa che non va con te. Quando sbagli una parola si mettono a ridere, innocentemente ti prendono in giro e ti dicono “non si dice cosi’, si dice cosa’” e tu rimani come un idiota pensando “ho 22 anni e tu ne hai 6, e tu stai correggendo me. Awesome.”

4. confidarsi con qualcuno

Siamo umani, e come tutti gli umani anche le mitologiche figure degli ‘umani all’estero’ ogni tanto vorrebbero confidarsi riguardo la propria giornata o qualsiasi altra cosa, solo che in un’altra lingua non hai tutte le parole, e arrivi a fine giornata cosi’ stanco che vorresti solo che i tuoi amici avessero i super poteri e imparassero l’italiano per una sera, berti una birra e parlare di cosa non va, della tua giornata storta, ma non puoi, sei da solo con i tuoi pensieri, e nessuno puo’ capirli a pieno. Una delle cose piu’ frustranti che ho provato e che mai pensavo potesse toccarmi, essendo una persona che non si confida molto.

5. il mal di testa della sera

Ogni sera, la pressione di tutta la giornata, tutto il lavoro che il tuo cervello ha fatto durante il giorno traducendo, cercando di formulare frasi, catturando parole e suoni nuovi, concretizzando concetti, si posa dritta dritta nelle tue tempie e inizia a pulsare. Dopo quattro mesi, ho ancora mal di testa ogni sera. Mai patito di mal di testa io.

6. Le tradizioni

Altro punto a cui non avrei mai pensato prima di partire, il nostro modo di vivere, cosi’ diverso da quello canadese, a volte manca da far venire il nervoso.

-Il fatto che nessuno ti saluta come si deve quando arriva o quando se ne va, un po’ come al porto, c’e’ chi viene e c’e’ chi va’..con un “hey what’s up” e un “I’m out of here, bye”, senza i due baci, senza neanche dire ciao ogni tanto, anche quando si e’ stati insieme tutta la sera, ne’ un abbraccio, ne’ un bacio, ne un vero e proprio saluto. A volte mi accorgo che qualcuno nel gruppo se n’e’ andato dopo svariati minuti.

-Il fatto che nessuno dice “buon appetito”, che ne so, non mi va giu’. Iniziare a mangiare senza quella parola mi sembra una cosa fredda, gelida, insipida.

-Il fatto che NESSUNO si siede a tavola ne’ apparecchia, il calore delle nostre tavole, non ha paragoni. Anche solo quando si e’ in quattro, tre o due, noi mettiamo la nostra tovaglia o tovaglietta, con la nostra forchetta e coltello, il nostro piatto, il nostro bicchiere e le nostre bibite in tavola, ci sediamo l’uno di fronte all’altro, conversiamo e mangiamo seduti. Qui la gente, che sia una giornata ordinaria o una festa, non apparecchia, il tavolo e principalmente per far mangiare i bambini, tutti gli altri in piedi, sul divano, dove capita; col piatto in una mano e la forchetta nell’altro..e se ti serve da bere..problemi tuoi! Si perde tutto il calore, l’unione, il fatto di essere tutti insieme, e’ come essere tutti nella stessa stanza ma ognuno per se’..in piccoli gruppi. Bibite sparse per la cucina cosi’ come il cibo, che, da usanza, e variegato ma si butta tutto nello stesso piatto.

– Quando ti guardano male perche non hanno mai visto un albume dell’uovo e dello zucchero mischiati, mangiati a crudo, e fanno la faccia schifata, mentre si mangiano “maccheroni e formaggio” con formaggio IN POLVERE da mischiare col latte.

– Quando gli spieghi che in Italia i bambini non bevono il latte o il cioccolato al latte a tavola e loro non capiscono perche’. Ce la vedi la pasta al sugo con il latte???? Per loro ha perfettamente senso.

– Quando sono convinti che sanno dire parole in italiano che in realta’ non esistono o sono completamente storpiate, come ‘spaghedi’ ‘salami’ ‘prosiudo’ ‘mzrela’ e quando lo pronunci tu ti guardano come dire che hai detto?? o chiamano la pasta “noodles” (altro tipo di pasta giapponese).

– Quando fanno il nostro ‘tipico’ gesto del “che minchia vuoi” con tutte le dita che si toccano a vicenda formando una punta, dicendo “buono” e portandosi la stessa mano scuotendola avanti e indietro di fronte alla bocca, convinti che voglia dire che il cibo e’ buono, appena gli dici che sei italiana. Per favore, spiegate a tutti che quello vuol dire “che minchia vuoi” e’ importante.

7. La lontananza

Quella di cui parlano tutti. Quella che io, da ingenua, pensavo non mi avrebbe toccato minimamente. Si fa sentire eccome. Non sai le strade come le sapevi a casa. Non puoi chiamare last minute il tuo amico che conosci dall’asilo per un ‘aperitivo’ quaggiu’. Non puoi parlare di “Nadia che si sposa” o “Giorgio che si e’ messo con Carla”. Non puoi chiedere a tua madre come si fa a fare qualcosa o andare a casa sua a fartelo spiegare. Probabilmente quando tu te lo stai chiedendo, da lei e’ ora di dormire. Non puoi stare accoccolato sul divano col tuo cane. Non lo puoi accarezzare, non ci puoi giocare. Non puoi abbracciare chi vorresti, non puoi essere vicino ai tuoi amici quando la ragazza li lascia e non puoi realmente essere presente quanto lo saresti essendo li’, passando a prenderli per fare qualcosa per farli sfogare un po’. Non c’e’ nessuno che capisce i tuoi giochi di parole, o che sa chi e’ J-AX o Vasco Rossi. Nessuno puo’ cantare con te “certe notti” di ligabue quando sei sulla spiaggia a guardare il tramonto, non puoi dire nulla dei tuoi anni passati o tutto quello con cui sei cresciuta, anche se per te e’ famosissimo, qui non lo conosce nessuno. Sembra una stupidata, ma ti fa sentire sola.

8. La differenza di orari

Ti stravolge completamente l’esistenza. Il sole sorge alle 4.30 del mattino e tramonta alle 9.30 di sera. La gente mangia pranzo alle 11 e cena alle 5. Esce alle 7 e alle 10 e’ a casa. Sei fortunata se i ristoranti sono ancora aperti alle 10.30 e comunque non ci sarebbe quasi nessuno. Persino le discoteche chiudono alle 3. La movida, almeno qui in Vancouver Island, non e’ proprio una cosa che conoscono. Molti mi hanno detto che e’ per questo che gli americani quando vengono da noi vanno fuori di testa. Noi sappiamo fare festa molto meglio.

9. La troppa quiete

Diciamocelo amici, noi italiani non siamo proprio dei fringuelli nel parlare tra di noi, usiamo spesso alta voce, ci facciamo grosse risate, siamo rumorosi. Qui la gente e’ molto pacata, gentile, molti per favore, molti grazie, molti “ah questo e’ proprio divertente”. Mi piaceva molto all’inizio, ma arrivi a un punto che ti manca ridere a squarciagola e dire “puaahahahhaha mi fa spaccareee!” o dire “ma fatti furbo” o anche solo avere una “discussione” delle nostre. Ogni volta che uso Skype tutti pensano io stia litigando, in realta’ sono normalissime conversazioni con i miei genitori o il mio ragazzo.

10. Il cibo

Last but not least, amici, il nostro cibo non si batte, e qui che casca l’asino. Sul pesce, essendo sull’isola e anche la carne, niente da dire, molto buoni, ma il modo di cucinare, il mischiare centocinquanta cose insieme, mille salse, il comprare tutto gia’ pronto o in polvere o la mozzarella pressata di forma rettangolare, proprio non ci appartiene. Non si hanno dei piatti tipici, si mangia giapponese, cinese, greco, messicano, svedese, pakistano, francese, inglese, ucraino, burundiano, ma NULLA di canadese, ah no aspe’ hanno il POUTINE: patate fritte con formaggio e una salsa marroncina (non male) sopra. Questo e’ il loro piatto tipico. Per non parlare di quando provi ad andare in un ristorante italiano o mangiare pasta o pizza nei ristoranti ……… mancano i sapori, gli odori, le cose fatte in casa o anche solo il fatto di mangiare qualcosa di CUCINATO dall’inizio alla fine.

Amici miei, questi miei dieci punti sono piu’ che opinabili e totalmente soggettivi, ma sono alcune delle cose che mi rendono depressa nei giorni no e che pesano come un macigno. Nello stesso tempo, pero’, se le cose negative sono 10, quelle positive sono solitamente 20, quindi non c’e’ troppo da disperare. Non ho mai pensato voglio prendere un volo oggi stesso e tornare a casa, e i momenti no sono normali, altrimenti non saremmo umani. Bisogna, certo, imparare a conviverci, e non e’ del tutto facile.

Arrivi ad un punto dove le cose che ti infastidiscono di piu’ sono le piu’ minuscole, e quando arrivi a quel punto capisci che non e’ colpa delle cose o delle persone che ti circondano, ma ti manca semplicemente casa e sapete che c’e.. non c’e’ nulla di male.

Devo ringraziare questi lati negativi se ora sono in grado di apprezzare molto di piu’ il mio Paese e vi assicuro che quando uno di questi lati non vi tocca piu’, e’ una delle conquiste piu’ grandi del mondo e vi sentite fieri come se avesse appena piantato una bandiera sul monte Everest!

Come sempre, dalle cose negative si puo’ scappare o imparare qualcosa.

Aaah, per fortuna il Re Leone lo conoscono anche qui😉

agosto
se non e’ vero che hai paura, non e’ vero che ti senti sola e non e’ vero che fa freddo allora perche’ tremi in questo agosto? (“Agosto” dei perturbazione)

Un saluto,

La vostra scrittrice senza accenti.

L.

Hi guys!!! Se avete raggiunto questo blog probabilmente fate parte del gruppo di sognatori che mi seguono su facebook😉 percio’ grazie! Grazie perche’ e’ grazie a voi che il mio sogno continua a crescere e grazie alla vostra forza io riesco ad andare avanti da sola anche se il mondo e’ grande e fa paura!

Per chi non mi conoscesse, sono Laura, ho 22 anni e sto vivendo in Canada da 4 mesi (a questo e’ dovuta la mancanza di accenti e l’aggiunta di apostrofi nella disperazione, maledetta tastiera inglese senza accenti!).

Se sono qui e’ grazie alla Working-Holiday Visa, programma molto interessante per chi vuole scoprire il Canada e fare sei mesi di esperienza lavorativa e sei mesi di vacanza esplorando il territorio, anche se molti di noi si innamorano del posto e cercano di rimanere, la strada e’ mooolto difficile e tutta in salita, ma nulla e’ impossibile e chi lo sa..magari provarci non ci aiutera’ a riuscire a rimanere, ma ci insegnera’ tante altre cose che ci saranno utili nella vita!🙂

Se siete interessati a fare questa esperienza, questo e’ il link che dovete seguire: http://www.canadainternational.gc.ca/italy-italie/media/IEC-EIC-2011.aspx?lang=ita Questo e’ in Italiano, ma se poi dovrete applicare sara’ tutto in inglese. Non vi scoraggiate pero’, il mio inglese era a livello scolastico, forse poco piu’ grazie al fatto di aver guardato film in inglese e tradotto canzoni per allenarmi, ma niente piu’, e ce l’ho fatta.

Non sono qui per spiegarvi come funziona tutta la tiritera, per quello il sito dell’ambasciata e ben chiaro (purtroppo c’e un sacco da leggere), ma per raccontarvi come io, una dei 1000 che hanno ottenuto il visto, sto vivendo questa esperienza.

Purtroppo l’idea del blog e’ arrivata solo adesso, ma ho documentato tutto sulla mia pagina facebook molto attiva, dove parlo della mia esperienza, dei primi step dalla partenza all’arrivo, i documenti da portare e le procedure che ho dovuto fare, ma anche le esperienze di tutti i giorni, le curiosita’ e i miei pensieri, un po’ come un diario segreto che pero’ segreto non e’..perche’ ho scoperto che condividere con voi questa esperienza e’ stata l’idea migliore che abbia mai avuto… ecco il link https://www.facebook.com/canadawhvex

ok…penso di aver detto abbastanza per oggi..tenetevi pronti a tante storie, curiosita’ e novita’..se volete esplorare un po’ il Canada e questo tipo di esperienza, siete nel posto giusto!

Un abbraccio dalla vostra scrittrice senza accenti

A presto,

L.

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